MONTESCUDAIO ROSATO DI BOLGHERI?

Girando sul web mi è comparso questo titolo geniale che metteva a confronto uno dei territori più risonanti d’Italia con il territorio vicino della bassa Val di Cecina.

I vini di Montescudaio non godono del glamour che il territorio di Bolgheri sprigiona riconfermandosi e rafforzandosi di anno in anno.

Sono “i cugini e i rosati” di Bolgheri che fanno fortemente a spallate per rivendicare un posizionamento.

Storicamente tutte e due le aree da cui provengono queste uve appartengono a terre vocate all’agricoltura e soprattutto alla viticoltura.

Cerchiamo di avvicinarci alla verità:

Prima pensavamo e affermavamo che vicino al mare il vino buono non poteva essere fatto, il vino veniva troppo magro, troppo fresco, privo di un sostegno che solo la grassezza dell’argilla poteva dare.

In realtà se pensiamo a molti vini francesi, una grande percentuale dei più buoni e acclamati, nascono proprio sulla sabbia e lungo le rive del mare.

Tra l’altro se torniamo indietro di molto tempo la tradizione ci riconduce fino ai vini degli etruschi, produttori e commercianti di indiscusso successo.

Tutta la “Costa degli Etruschi” ha risentito fortemente della loro presenza e intuizione.

A Montescudaio grazie al ritrovamento di un cinerario (VII sec.a.c) raffigurante un banchetto funebre, con un grande vaso dove veniva mescolato il vino con l’acqua, abbiamo la testimonianza dell’utilizzo del vino secondo l’uso greco.

Ancora più vicini…

La storia accerta che nel 1092,Gherardo della Gherardesca, dona al monastero, da lui stesso fondato, una chiesa e appezzamenti di terreno con superfici vitate confermando lo stretto legame del territorio con la produzione di vino come fonte economica rilevante in tutta l’area di Montescudaio.

Sul finire del 1600 la famiglia Gherardesca iniziò la viticoltura nelle zone di San Guido e Belvedere e a partire dal 1790 vennero predisposti molti nuovi impianti soprattutto nei pressi di Bolgheri aumentandone cosi la produzione.

L’ottenimento delle DOC di Montescudaio e Bolgheri lo abbiamo rispettivamente nel 1977 e nel 1983.

Ecco il punto:

Considerare la zona di produzione di Montescudaio come territorio meno espressivo rispetto a Bolgheri risulta essere poco veritiero.

La storia insegna ciò che è stato un territorio per il proprio popolo ma è anche vero che ogni giorno ci sono nuove aree e nuove espressioni.

La costa toscana ha un valore da ricercare e talvolta dietro l’angolo, troviamo un fazzoletto di vigna che non è influenzato dal marketing ma dal solo connubio tra vigna e vino.

A te la scoperta!!!

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