Il CABERNET SAUVIGNON

La prima menzione ufficiale appare con il nome di “Petit Cabernet”.

Dove nasce?

Il nome “Cabernet Sauvignon” appare per la prima volta nel 1840.

Nativo della zona di Bordeaux, terra che ha dato vita anche al famoso Merlot.

Una storia centenaria e ricca, ma la sua identità è stata scoperta alla fine del 1900 da Carole Meredith, genetista e docente al dipartimento di viticoltura ed enologia in California.

Tipizzato il suo DNA ne scoprì le origini che lo videro figlio del Cabernet Franc e del Sauvignon Blanc, avvenuto in qualche luogo misterioso in Gironda (Il nome del dipartimento deriva dal nome dell’estuario fluviale del corso d’acqua formato dai fiumi Dordogna e Garonna, che confluiscono a valle di Bordeaux).

Quali sono le sue caratteristiche?

E’ un vitigno tardivo ben adattabile su diversi terreni ma predilige quelli ciottolosi, ghiaiosi e ben drenati.

Molto forte e resistente alle diverse condizioni climatiche permette di ottenere dei vini interessanti e caratteristici su terroir diversi ed esposizioni diverse.

Le dimensioni dei grappoli e l’acino stesso sono molto piccoli con un caratteristico colore azzurrastro.

Su fermentazioni brevi con tempi di contatto limitati si ottengono vini fini e pronti alla beva, mentre se vogliamo ottenere vini longevi,ricchi di colore e tannicità, possiamo optare su macerazioni più lunghe e affinamenti importanti, avendo a che fare con un vitigno ricco di componenti polifenolici e indubbiamente adatto a produrre vini longevi.

Dobbiamo stare molto attenti al periodo di raccolta, in quanto la parentela con il Sauvignon Blanc, può esprimersi in raccolte anticipate con note di peperone,oliva e foglie di pomodoro un poco spinte e marcate.

In piena maturazione regala ricordi di frutti di bosco, prugna carnosa, grafite, tabacco, pepe nero e china con sentori talvolta balsamici.

Gusto sorretto da struttura,con estratto e tannino che andiamo a bilanciare nella migliore delle ipotesi con una vena alcolica importante.

Nelle purezze l’attesa è d’obbligo e diventa piacevole accogliere l’evoluzione dell’annata con il passare del tempo.

Lo possiamo trovare piantato in tutto il pianeta vino, con il dodicesimo posto in Italia, paese principe a livello ampelografico.

Presente ovviamente in Francia, subito dopo Merlot, Grenache e Sirah si è ritagliato un grande spazio in Bulgaria e Libano per non parlare di Ucraina,Austria,Ungheria,Svizzera e in California dove risulta la varietà più coltivata.

Torniamo in Italia e vediamo che il Cabernet Sauvignon è coltivato per circa 13800 ha.

E’ un vitigno che affascina molto non solo me e di questo ne sono convinto.

E tu lo odi o lo ami?

2 commenti

  1. Non è il mio vitigno preferito, sono più da Rossi “scarichi” ed Pinot nero, sangiovese, Nerello M … comunque se ben vinificato e ben affinato con un corretto uso del legno può dare sicuramente prodotti interessanti in territorio vocato

    • Ciao Natalia,

      Sono d’accordo in quanto non è un vitigno semplice trattato singolarmente, comunque con l’utilizzato adeguato delle temperature e con i tempi di macerazione giusti abbiamo la possibilità di ottenere dei vini freschi ed equilibrati con tempi d’affinamento brevi( spesso molto eleganti).
      Il nostro C.Sauvignon viene lavorato nella fase iniziale in criomacerazione e ci permette di creare una base molto elegante già a distanza di un anno.
      In taglio andiamo ad ottimizzare un lavoro già molto buono nella sua base.
      Sicuramente hai avuto modo di assaggiare il nostro “Scutum” e credo che tu abbia apprezzato molto la sua trama tannica.

      Ti ringrazio per il commento e ti auguro una buona giornata

      Ciao

      Tenuta La Macchia

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