Imbottigliamento

L’ imbottigliamento…momento ricreativo

Esiste la parte tecnica che si scontra con la parte emotiva.

Spesso accade che l’enologo parli di livelli di solforosa e gomma arabica dosata, mentre il titolare tasta tutte le bottiglie che arrivano alla fine della linea d’imbottigliamento accarezzandole come creature divine finalmente arrivate ad omaggiare la terra.

Tecnica ed emozione si spalleggiano cercando di trovare il loro punto d’incontro.

Ma se tu le avessi tutte e due?

L’emozione della mattina quando ti svegli e sai che alla sera le gambe saranno stanche, ma guardando quei cartoni la soddisfazione sarà massima perché finalmente tutti potranno assaggiare il tuo lavoro.

Voglio dirti qualcosa in più sulla classica giornata d’imbottigliamento.

Per i piccoli produttori generalmente la linea esterna già ti aspetta all’ arrivo in cantina e non superiamo mai le ore 7 , le temperature sono molto fresche e hai bisogno del secondo caffè.

Sicuramente giorni prima hai preparato montagne di scatole con i primi divisori per rendere il lavoro più agevole (anche perché sarebbe impossibile fare diversamente con una macchina che lavora a 3000 btl/ora), ma che al tuo arrivo dovrai tirare fuori dal magazzino a pile di 10.

Nel frattempo si decide la filtrazione, si fanno i vari test perché tutto funzioni nel migliore dei modi, dalla sciacquatura e dal carico delle bottiglie fino alla tappatura ed etichettatura.

Dopo circa un’ora partiamo con 3 persone al carico delle bottiglie , 4 al confezionamento e 3 alla pallettizzazione.

Ma sai qual è la cosa bella?

Che tutti ti dicono che è un lavoro faticoso, non capendo che la vera fatica è aspettare quel momento tanto gratificante.

La prima bottiglia che esce mentre l’enologo controlla il vuoto, il livello del vino e la tappatura è il momento che desta curiosità.

Confronti la bottiglia con la vecchia, la giri e la rigiri più volte ma nella maggior parte dei casi l’unica cosa diversa è l’annata.

Ma perché accade questo? Perché ogni imbottigliamento ha la curiosità di una nuova giornata che deve essere scoperta.

Le bottiglie continuano ad arrivare ad una velocità impressionante e senza calcolare la fatica sono passate oramai delle ore quando ti dicono che la vasca è vuota e arriva l’ultima bottiglia.

Già…. l’ultima bottiglia che prendi inevitabilmente in mano, la giri e la rigiri più volte cercando qualcosa che neanche sai.

Ecco, forse ho capito come mai questo accade con la prima e con l’ultima bottiglia!!!

Perché nel mezzo del lavoro  vivono la passione e la voglia che ti porta ad andare avanti bottiglia dopo bottiglia, cartone dopo cartone e pancale dopo pancale.

La cosa certa è che poi sarai con le gambe stanche sotto il tavolo e il calice di vino davanti, e guardando le due bottiglie, la prima e l’ultima, capirai che cosa hai fatto……hai creato vita !!!

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