I vini rosè ancora oggi rappresentano per molti il vino non vino, la miscela furba e intuitiva di vini bianchi e rossi che altrimenti risulterebbero inespressi.

Tutto questo non è affatto vero, anche perchè dietro ad ogni ottimo rosato c’è la voglia di dare voce ad un prodotto che se ben abbinato e degustato può dare uno spettro di emozioni che vale la pena provare.

Come sono prodotti?

I vini rosati si producono a partire da uve a bacca rossa, uve lavorate con tempi di macerazione diversi a seconda della varietà e quindi della carica polifenolica e intensità colorante espressa dalla varietà e dall’ annata. Fanno eccezione alcuni spumanti rosati che si producono con base a bacca rossa e una piccola percentuale di uvaggi bianchi.

Va posta particolare attenzione alla cessione di tannino che con la tecnologia moderna e le pressature sempre più rispettose risulta ad oggi veramente minima.

I vini rosati risultano essere dei prodotti molto trasversali che eliminano il punto di domanda nel caso dovessimo presentarci ad una cena senza sapere che cosa venga cucinato.

Immaginate di non sapere proprio che bottiglia portare perchè non sapete se avrete salumi, formaggi, carne oppure pesce.

Con questo non significa che si adatta a tutto, ma molto spesso dietro un rosato fresco e leggero troviamo caratteristiche di abbinamento di un bianco strutturato, mentre un rosato di struttura può permettere degli abbinamenti che risultano terreno fertile per rossi freschi o di media struttura.

Quando un vino bianco risulta essere troppo leggero e anonimo e un rosso troppo aggressivo e invadente, la risposta si trova proprio li, nel rosè ancora troppo contestato.

E’ molto affascinante sapere che dietro questo prodotto ci sono le competenze enologiche di due protocolli diversi ma perfettamente uniti in quanto in cantina si parte con piccole o lunghe macerazioni con cessione di colore, tipica operazione da rosso, per poi portare avanti una fermentazione lenta, a basse temperature, rispettosa del profilo aromatico primario, tipica di una vinificazione in bianco.

L’Italia deve ancora lavorare duramente sulla comunicazione e percezione di questi vini, ma ci sono netti miglioramenti che vedono il vino rosato liberarsi dal carattere puramente stagionale con un picco in estate, vedendo sempre più uomini affiancarsi ad un prodotto che per l’immaginario comune viene associato, nella maggior parte dei casi, al gentil sesso.

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